GIORGIO ORTONA

Antologia critica

Duccio Trombadori
54 Biennale d’Arte di Venezia
Padiglione della Repubblica di Cuba, Venezia, giugno 2011


..."Cuba mon amour": ultima ma non meno importante dichiarazione di consentaneità viene dalla pattuglia di artisti italiani ospiti del padiglione cubano e non casualmente affini. La morale di "Hiroshima mon amour" è che la pietra del passato, per quanto tragica e da non dimenticare, non può e non deve ipotecare la vita e la richiesta di futuro. Continuità della memoria e ritmo vitale della speranza: così l'avventura espressiva dei giovani italiani interroga il panorama di rovine della scena contemporanea (di "spazio-spazzatura" ci parla acutamente l'architetto hi-tech Rem Koolhaas) e ne ricava un messaggio di vivida luce oltre l'incombere di un presente vuoto e senza ideali...
...Senza confini, lo “spazio-spazzatura” di cui sembra ammantarsi il mondo più evoluto della civiltà del benessere si offre ancora allo sguardo come stesura smisurata di “città infinita”, cromaticamente narrata da Giorgio Ortona (n.1960) capace di elaborare visivamente le sue profezie nella “prosa” di una narratività lucida e pianamente documentaria...
...Così l'ironia,, il senso del distacco e la impietosa visione delle esperienze limite della civiltà occidentale,, segnano per gli artisti italiani un modo di fare arte che associa con misura e intelligenza l'elemento etico a uello estetico. E da lezioni per nulaa ambigue come queste viene una apertura coraggiosa verso il futuro in una straordinaria effervescenza di vita e di cultura che ancora una volta l'incontro con la ospitalità Cuba, e con i testimoni della sua "volontà d'arte", è in grado di offrire e progettare.

Pagina iniziale
© Copyright GIORGIO ORTONA